Promo.S Italia2019
(Maschile)
Calcio a 5

2° PSS JUNIOR CUP - 2011

Archivio news 31/03/2020

11 METRI - EPISODIO 3

Mister Andrea Pascale si racconta

1) PRESENTATI:

Ho iniziato a giocare a calcio piccolissimo, a 4 anni, da li non ho più smesso; tutt'ora gioco ancora in Promozione. Ad allenare invece ho iniziato a 16 anni, quasi per gioco, però subito mi è piaciuto e quindi ho continuato appassionandomi sempre più. Da lì ho iniziato con la scuola calcio per poi passare ai Primi Calci; poi negli ultimi tre anni sto allenando l'annata 2009 a Morazzone e in contemporanea sono vice-allenatore della Juniores Regionale.

2) COME TI DEFINIRESTI IN 3 AGGETTIVI?

Sono un ragazzo in generale molto curioso, e questo me lo porto anche in campo dove cerco sempre di sbirciare gli esercizi degli altri allenatori per rubare qualcosa da aggiungere al mio bagaglio. Penso di essere un ragazzo serio e professionale che cerca sempre di fare al meglio quello che deve fare e sicuramente, essendo molto giovane, non mi manca l’ambizione di riuscire in quello che faccio.

3) A QUALE ALLENATORE CELEBRE TI ISPIRI?

Sono 2: Ancelotti per come cerca di adattarsi lui alla rosa che ha a disposizione, cercando di adattare modulo e principi di gioco alle caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione. Klopp per come vive il calcio, per quanta passione trasmette e per un'idea di calcio alla cui base ci sia il divertimento dei giocatori e del pubblico ricordando sempre che alla fine il calcio è un gioco e alla base di tutti i giochi ci sia il divertimento.

 4) IDENTIFICA IL PROTOTIPO DEL TUO GIOCATORE IDEALE TRA QUELLI IN ATTIVITÁ

Purtroppo ormai é a fine carriera,  ma dico Andres Iniesta, per le qualità tecniche abbinate alla leadership e la capacità di essere sempre decisivo nei momenti importanti delle partite. 

5) CHI TI HA TRASMESSO QUESTA PASSIONE PER ALLENARE? 

Nessuno in particolare, sono sempre stato incuriosito fin da piccolo da quanta passione e amore per il pallone risucivano a trasmettermi i miei allenatori nelle poche ore che passavamo insieme. 

6) QUAL È IL PRINCIPALE MOTIVO PER CUI ALLENI?

Quello che c’è alla base è il divertimento che provo durante gli allenamenti e le partite stando assieme ai ragazzi. subito dopo c’è la voglia di riuscire a trasmettere ai ragazzi quello che prima i miei mister hanno cercato di dare a me cercando di arricchirlo di quelle che sono le mie conoscenze.

7) DESCRIVI IN 3 PAROLE LE CARATTERISTICHE DEL TUO GIOCATORE IDEALE 

Per me la caratteristica principale di un giocatore è il PENSANTE, un giocatore deve essere in grado di analizzare una situazione e riuscire a trovare una soluzione praticabile sempre. Poi deve essere CARISMATICO per trascinare i compagni anche nei momenti di difficoltà. L’ultima, ma non la meno importante, è l’UMILTÀ, perché un giocatore deve sempre ricordarsi che prima viene la squadra e poi il singolo. E poi perché l’umiltà porta il giocatore ad essere sempre pronto a ad apprendere ed imparare in qualsisiai momento è a qualsisiasi età.

8) QUAL È LA CATEGORIA CHE PREFERISCI ALLENARE?

Avendo iniziato da poco non ho ancora le idee molto chiare, in questo momento penso che una categoria adatta a me possano essere i giovanissimi, ma in futuro penso di spostarmi sempre verso i più grandi. 

9) PERCHÈ SECONDO TE UN BAMBINO/RAGAZZO DOVREBBE FREQUENTARE LA NOSTRA ACADEMY?

Prima di tutto la conoscienza del loro corpo e la gestione del loro corpo rispetto al pallone. Poi sicuramente l'aspetto tecnico e la pulizia del gesto tecnico e infine il riuscire a gestire il gesto tecnico all'interno di una situazione che sia la più reale possibile.

10)  UN TUO SOGNO NEL CASSETTO?

Beh il sogno sicuramente è quello di far diventare questo divertimento un lavoro a tempo pieno, la è ancora molto lunga ma sognare costa poco.

11) QUAL È IL TUO MOTTO? 

Il mio motto nella vita è “Stay hungry, stay foolish” che riprende un celebre discorso di Steve Jobs. Poi in campo uso molto spesso due parole : "INTENSITÀ e QUALITÀ”.
Sono due parole che ripeto molto spesso. Credo che durante l'allenamento sia più importante la qualità della quantità, per questo durante gli allenamenti preferisco fare meno esercizi ma raggiungere una qualità migliore. Poi a parità di qualità penso che la discriminante sia l'INTENSITÀ con cui viene eseguito il gesto.