Archivio news 13/04/2020

L'ANGOLO DELLA LETTURA - EPISODIO 4

L'Academy consiglia "Fugees Football Club" di Igor de Amicis e Paola Luciani

Una sconfitta preannunciata. Il torneo di calcetto di San Gregorio è un evento colossale per i giovani (e i loro genitori) di Bellino, un piccolo paese in Puglia. Paolo, il quattordicenne sicuro di sé che capitana la squadra scalcinata della Fonte Vecchia, sa che le possibilità di vincere sono quasi nulle. L’anno precedente hanno subito una sconfitta clamorosa alla prima partita e sono usciti dal torneo, non deve più capitare. Hanno ancora qualche settimana per creare un’alchimia calcistica tra loro cinque, amici di una vita. Bisogna allenarsi sodo, senza perdere un minuto. 
Invasione di campo. Ma quando arrivano al loro campetto, li attende una brutta sorpresa. Un gruppetto di ragazzi mai visti e tutti stranieri sta giocando. Grazie alle conoscenze di inglese del portiere della Fonte Vecchia, gli amici scoprono che quei ragazzi sono alcuni dei numerosi rifugiati che si trovano in un centro di accoglienza in attesa di un visto per emigrare in un posto sicuro. Dopo una breve discussione, i ragazzi decidono di sfidarsi: chi vince la partita, ottiene il campo.
Un’idea rischiosa. Bastano pochi minuti di gioco, ed è evidente a entrambe le fazioni chi siano i rispettivi leader: tra Paolo e Imed, ragazzo alto e dalla pelle scurissima, si accende una rivalità immediata, che si trasforma in rispetto dopo ore di gioco estenuante e un pareggio sudato. I ragazzi decidono di riprendere la sfida il giorno successivo, ma a Paolo è chiara una cosa: se quei ragazzi giocassero con loro al torneo, le altre squadre non avrebbero scampo. L’idea è folle, e la posta in gioco altissima. Inoltre, il padre di Paolo non fa che ripetere che i rifugiati stanno rovinando l’Italia, opinione condivisa dagli altri abitanti del comune. Ma la miccia si è accesa, e Paolo decide di andare fino in fondo nel suo progetto rischioso, costi quel che costi. E le sorprese saranno molteplici.

Razzismo e calcio sono purtroppo spesso associati. Prova sono i numerosi cori di “buu” rivolti a giocatori di origine straniera da parte di alcuni tifosi delle squadre del campionato anche italiano. Ma il calcio non può e non deve essere questo. Lo sport di squadra ha il potere magico di unire le persone dalle provenienze più disparate, come emerge molto bene in questo libro appena uscito. La scrittura veloce e ricca di dialoghi contribuisce a rendere la lettura snella e piacevole, con il pregio di far riflettere i giovani lettori su temi importanti e delicati quali i rifugiati e l’accoglienza del diverso. Consigliato a tutti, ragazze e ragazzi, a partire dagli 11 anni. in quanto emerge il Calcio che ci piace. 

Buona lettura.